Oscurati i siti del CSA Ragusa e dell’USR Sicilia: non tutto il male viene per nuocere…

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La Scuola Iblea - Oggi, se provate a raggiungere i siti del CSA di Ragusa e dell’USR Sicilia , scoprirete che i contenuti informativi delle amministrazioni non sono più online e che al loro posto campeggia, all’interno di una pagina “rinnovata” nella grafica, un comunicato della “Learning Academy ” che aveva in gestione gratuita (pare) l’interno sistema. Apprendiamo così, da una lettera inviata dalla società al Direttore dell’USR Sicilia e al Ministro, la lunga storia di questo portale siciliano, filantropicamente messo su e interamente sovvenzionato da questa associazione no profit, che si sarebbe accollata addirittura una spesa di 500.000 euro in dieci anni!

Dal momento che il precedente accordo scadeva il febbraio dell’anno scorso e poiché dopo la lettera-ultimatum dell’associazione l’amministrazione non ha rinnovato l’accordo, con l’obbligo correlato di accettare il nuovo progetto proposto, Learning Academy ha staccato la spina: niente web per USR e CSA! Il black out ovviamente non coinvolge quei CSA che avevano giustamente provveduto a creare, autonomamente, dei portali: tra tutti, i migliori ci sembrano quelli di Messina e di Catania

La vicenda, che al momento ci viene raccontata solo dall’associazione privata, ci lascia molto perplessi; in attesa di ascoltare l’altra campana, approfittiamo dell’occasione per esprimervi alcune nostre considerazioni, sperando che possano essere d’aiuto anche alle amministrazioni:

1) Il progetto di portale CMS messo su da questa associazione era già vecchio in partenza: brutto, poco funzionale, ridotto all’osso, con scarso senso dell’utilizzabilità, per niente friendly. In realtà sembrava una brutta copia dei vari portali stile PHP NUKE o ASP NUKE che, con pochissima spesa se non del tutto gratuitamente, venivano messi su in quegli anni (2002-2005) da tantissime scuole e privati.

2) Il progetto originale pretendeva di costituire un portale unico, centralizzato, per tutta l’istruzione siciliana: venivano infatti concessi spazi autonomamente gestiti a tutti i Provveditorati/CSA e a tutte le scuole. Il progetto di un portale unico viene ora ribadito da questa associazione privata, che evidentemente non ha considerato i dati del chiaro fallimento registrato in questi anni: non solo la metà circa dei Provveditorati/CSA della Sicilia ha realizzato una struttura autonoma, ma nessuna (o quasi) delle migliaia di scuole siciliane ha aperto una pagina su questo portale!

3) Questa associazione privata non ha le idee molto chiare sul mondo della comunicazione scolastica via web e non è stata capace di guardare in giro, per capire come si sta sviluppando la comunicazione su internet dell’amministrazione pubblica. E’ piuttosto evidente a tutti, perché di facile comprensione, che le scuole preferiscono avere un sito proprio, personale, riconoscibile, in un certo senso “unico”, anche graficamente: è elemento fondamentale del proprio progetto comunicativo sul web! Che senso avrebbe disporre semplicemente di uno spazio web all’interno di un portale unico, per giunta brutto e poco funzionale? La fase della comunicazione per
obbligo di servizio è stata superata da un pezzo: le scuole stanno finalmente imparando a fare comunicazione sul web e questo prevede una propria via al web, sia sul piano delle cose da dire che sul piano del come dirle e “confezionarle”.

4) La nuova era della comunicazione sul web delle amministrazioni pubbliche prevede ora non solo criteri di accessibilità ed usabilità, ma anche interazione continua con l’utenza, servizi online realmente fruibili, precise politiche di comunicazione. Nel “nuovo” progetto proposto da questa associazione privata all’USR non ci pare che emerga questa nuova prospettiva comunicativa: si fa riferimento a un nuovo portale che genericamente rispetterebbe le linee guida a suo tempo emanate dal ministro Stanca. Obiettivamente, se i nuovi siti sono quelli al momento mostrati al posto dei vecchi, ci troviamo davanti ad una proposta asfittica come la precedente: si tratterebbe di un portale minimale e ancora una volta brutto e poco funzionale, un semplice restyling del vecchio.

5) Noi ci auguriamo che l’amministrazione scolastica siciliana approfitti di quest’occasione provvidenziale per avviare finalmente un serio percorso di comunicazione sul web, ripensando innanzitutto la propria politica di
comunicazione (le informazioni presenti sul vecchio sito erano poche e scarsamente aggiornate) e rinunciando a progetti “centralizzati”, del tutto fuori luogo e fuori tempo, per concentrarsi invece sulla costituzione di un
sito web essenziale ma funzionale. In tal senso suggeriamo vivamente l’esperienza di Porte aperte sul web , dell’Ufficio scolastico della Lombardia: si può tranquillamente assumere quel modello di comunicazione, che è anche gratuito, come hanno fatto centinaia di scuole e amministrazioni. Svincolarsi dalla “tutela” esterna di questa associazione privata filantropica potrebbe essere salutare e avviare un nuovo modo di essere presenti sul web.