“La Buona Scuola: tra riforma e territorio”: Anief Liguria partecipa al dibattito con l’on. Faraone.

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ANIEF Liguria – Lunedì 23 marzo, alle ore 21:00 presso la Sala San Carlo ad Albenga (SV), in via Roma 24, si è tenuto un incontro organizzato dal PD sul tema “La Buona Scuola: tra riforma e Territorio”, ospite d’eccezione il sottosegretario al Miur, Onorevole Davide Faraone, a cui hanno partecipato le responsabili di Anief Liguria, Dott.ssa Maria Guarino e Anief Savona, Prof.ssa Federica Ciribì.

L’incontro, aperto al pubblico, si è svolto in presenza del Primo Cittadino di Albenga, dott. Giorgio Cangiano, del consigliere comunale con delega Scuola, dott. Arnaldi e dell’assessore regionale dei Servizi Sociali, Dott.ssa Rambaudi. Contrariamente al programma, erano assenti l’Onorevole Franco Vazio, gli assessori regionali Rossetti e Paita per improvvisi impegni istituzionali.

L’incontro voleva essere sia un’occasione di confronto sul disegno di legge la “Buona Scuola” ma anche un momento di presentazione delle offerte formative, delle esigenze e dei progetti del territorio ingaun: l’evento promosso dal circolo Pd di Albenga, è stato coordinato dalla delegata savonese scuola del PD, prof.ssa Gabriella Altare (docente precaria abilitata mediante PAS).

La sala era gremita di persone, non solo amministratori e politici del partito promotore dell’evento, ma tanti insegnanti, sindacalisti, genitori e cittadini: i veri protagonisti della “Buona Scuola”. Durante la serata, ciascuno dei relatori è intervenuto con il suo discorso, ma la parte centrale del dibattito, ossia l’intervento dell’on. Faraone, si è svolta in maniera atipica: infatti, il pubblico presente è stato invitato a porre non più di tre domande prima però che l’onorevole relazionasse.

Tra gli interventi del pubblico, quello della Presidente regionale di Anief Liguria, Dott.ssa Guarino Maria che, pur manifestando la sua perplessità a porre domande su un dibattito che non aveva ancora avuto inizio, ha comunque chiesto quali saranno le possibilità di essere ascoltati come attori della scuola – in sede parlamentare – relativamente ai vari punti oscuri della Riforma, vista altresì l’incapacità di ascolto dimostrata dal Governo durante la fase di consultazione delle Linee Guida della Buona Scuola (stravolte, in peggio, nel DDL licenziato alla Camera).
L’on. Faraone durante il suo intervento ha cercato di dare una risposta unica alle domande che gli sono state poste tuttavia, non sono stati affrontati i punti caldi della riforma quali il reclutamento, il nuovo profilo del Dirigente Scolastico, le ore del sostegno, ecc.
Il suo intervento è parso più un comizio elettorale che una presentazione del Disegno di Legge sulla Buona Scuola: “In un momento tanto difficile e di Austerità abbiamo comunque voluto investire nella scuola e il governo lo ha fatto con tre miliardi di euro”: c’è da dire però che questi tre miliardi di pseudo investimento, sono stati tagliati alla Scuola nel dicembre scorso, con la Legge di Stabilità per il 2015.
Per quel che concerne i precari, in risposta a uno dei docenti di seconda fascia di istituto, il sottosegretario ha replicato: “Purtroppo in Italia abbiamo 600 mila precari, ma la scuola necessita di 100 mila insegnanti. L’errore si è avuto in questi anni, creando liste e graduatorie in guerra tra loro, il Governo ha dovuto prendere una decisione forte, magari antipopolare, ma qualcuno doveva trovare una soluzione per effettuare questo radicale cambiamento nell’istruzione che permetterà di migliorare l’intero sistema”. Forse il sottosegretario avrà avuto un lapsus sul numero dei precari della scuola, a causa dell’assenza di un censimento serio sui posti vacanti e disponibili in organico di diritto: secondo i dati in nostro possesso, sono, infatti, circa 130.000 i docenti inseriti nelle Gae cui aggiungere altri 20.000 tra vincitori e idonei dell’ultimo concorso; poi ci sono circa 120mila supplenti chiamati dalle graduatorie d’istituto, docenti abilitati (come quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento) in Scienze della Formazione Primaria, mediante TFA, PAS, Diploma magistrale e altri abilitati, cancellati o mai inseriti.
Dal DDL sono stati dimenticati i precari di terza fascia, i docenti di religione e gli educatori e, nonostante i pensionamenti di quest’anno, drammatica appare la situazione del personale assistente tecnico e amministrativo
Altri ancora i nodi critici della discussione che sono rimasti irrisolti: l’on. Faraone non ha, per tutto il tempo dell’intervento, chiarito la questione esaurimento delle Gae, ha parlato genericamente di graduatorie, ha esplicitamente detto che dopo le assunzioni del 1° settembre 2015 il reclutamento avverrà esclusivamente tramite concorso.
Ha chiarito che il Governo sa che questa manovra lascerà a casa persone che fino ad oggi hanno lavorato nella scuola ma che tutto questo è necessario per porre fine alla “supplentite”: è stato chiaramente detto che il percorso del DDL deve concludere il suo iter entro tempi brevi e se il Parlamento si attarderà a definire tale situazione, il Governo approverà con un decreto di urgenza le scelte della Buona Scuola senza proseguire sulla strada del dialogo.

A proposito di dialogo, per rispondere alla sindacalista dell’Anief, l’onorevole ha sostenuto che il dietrofront fatto dal Governo sugli scatti d’anzianità – che sono stati mantenuti – e ai quali sono stati affiancati gli scatti per il merito che saranno valutati a discrezione del DS, è stato proprio ad opera dell’azione di ascolto fatto in sede di consultazione: come sindacato rispondiamo che in materia di scatti aspettiamo ancora risposte (per fortuna, date dai tribunali) sul reiterato mancato pagamento degli scatti di anzianità maturati durante il periodo di precariato e sul blocco degli stessi per il triennio 2010-2013 dopo la firma tra Governo e Sindacati rappresentativi, del contratto collettivo nazionale di lavoro.

E che dire sulla legittimità della discrezionalità del dirigente scolastico? Questo nuovo profilo del DS sarà l’unica vera panacea di tutti i mali della scuola: troverà soluzioni per creare un legame forte tra scuola e territorio, per migliorare l’offerta formativa e consegnare ai nostri studenti una scuola migliore. Anche il docente di ruolo non sfuggirà alla chiamata diretta di DS di un’altra scuola in quanto sovrannumerario e confluito nell’albo regionale.
In tutto ciò, quale sarà la formazione riservata al DS non è stato detto: gli unici ai quali è richiesta una formazione continua sono i docenti con un obbligo formativo di 50 ore per aggiornamento professionale. Alla fine del suo intervento, l’on. Faraone ha introdotto così la questione della CARD del valore di 500 € proprio per sostenere la formazione continua dei docenti (per dovere di cronaca, ricordiamo essere 762.274, in organico di diritto) senza chiarire da dove proverranno i 381 milioni necessari per finanziarla.

Infine, cosa dire dei contratti reiterati oltre i 36 mesi? Non un cenno da parte del sottosegretario al quale avremmo risposto che vi è un inadempimento gravissimo da parte del Governo italiano: nel disegno di legge sulla Buona Scuola all’art. 12 si continua a non prevedere nessuna misura preventiva contro gli abusi nella successione dei contratti della scuola, anzi è scritto nero su bianco che i contratti a t.d. non possono superare la durata complessiva di 36 mesi. Noi non ci stiamo.
Questa è la riforma e ad Anief non piace, chiederemo al Parlamento profonde modifiche: altrimenti, viste le premesse, non esiteremo a ricorrere in tribunale.