Sul DDL Scuola assemblea Sindacale dell’Istituto Comprensivo “Sestri” – Genova

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Unico punto all’OdG è il DdL detto “La buona scuola”, in discussione attualmente al Parlamento della Repubblica, ed i possibili effetti della sua approvazione sull’Istruzione e quindi sul nostro Istituto.Partecipano da cinquanta a sessanta colleghi dei tre ordini e del personale ATA.

Sul Disegno di Legge, esaminato e fortemente criticato da più parti da quasi un anno, l’assemblea fa il punto e al termine sottoscrive (56 firme) le seguenti, non esaustive, considerazioni.

– La “riforma” non comporta alcun nuovo investimento di risorse umane ed economiche nella Scuola; in molti passaggi si sottolinea che “ i limiti saranno quelli delle risorse disponibili”, formula che presiede da vent’anni al disinvestimento nella Istruzione statale.

– Le 150.000 assunzioni sbandierate nel settembre scorso (ma solo dopo una dura Sentenza Europea) nel disegno si riducono a circa 100 mila, non solo escludendo di fatto gli insegnanti delle graduatorie d’istituto e gli idonei del concorso ordinario, ma non essendo neppure sufficienti al normale turn-over: di fatto un consolidamento di organico al ribasso.

– Per non incorrere in nuove condanne della Corte di giustizia europea i contratti per gli insegnanti precari non potranno più superare i 36 mesi: si rispetta in parte la sentenza , ma solo a spese del diritto di questi lavoratori e della continuità didattica per gli alunni.

– La figura del dirigente scolastico assume la banale ed autoritaria connotazione di “dirigente d’azienda”: elabora personalmente il piano triennale per l’offerta formativa ( prevedendo posti in organico, finanziamenti, attività curricolari, extracurricolari, educative …), limitandosi a “sentire” gli organi collegiali; sceglie con la “chiamata diretta” i docenti adatti alla “sua” scuola dagli albi territoriali; valuta il personale ed assegna le quote di merito, creando disuguaglianza e parzialità tra colleghi invece che cooperazione e subordinando la didattica a logiche clientelari e di mercato; sceglie i propri collaboratori e li premia. Che figura di capo.

– E’ emblematico che questo Disegno di Legge metta sullo stesso piano gli Organi Collegiali (Collegio Docenti e Consiglio d’Istituto) con le Aziende, Fondazioni, Associazioni private del territorio che potranno quindi influenzare pesantemente le linee didattico-educative, economiche ed organizzative delle Scuole Statali che invece devono essere garantite dalla Repubblica a tutti i cittadini.

–Il lavoro di tutti, anche di chi è di ruolo, viene precarizzato: l’insegnante su cattedra, “non gradito” per qualsiasi ragione al dirigente (e/o ai predetti) potrà essere dislocato nell’”albo Territoriale” e mandato a fare supplenze, attività di recupero o quasi qualunque altra cosa su “materie affini” senza rispetto per la sua esperienza e senza il diritto di scelta della propria sede.

– Il progetto “ 0 – 6 ” relega nuovamente la Scuola dell’Infanzia ad un ruolo meramente assistenziale, spogliandola della connotazione educativa e didattica che ha assunto nel tempo nella storia del nostro Paese.

– Oltre ai nuovi finanziamenti, costituzionalmente oltraggiosi, diretti alle Scuole Parificate (cioè Private), la detraibilità delle spese scolastiche alle famiglie che vi iscrivono i figli rafforza la logica di privilegiare “ il privato” a danno del “pubblico” .

– Anche nello stesso sistema pubblico viene furiosamente esaltata la competizione tra scuole. I fondi del piano triennale saranno diversi da scuola a scuola sulla base della perversa logica Invalsiana: se la tua scuola non fa bene i quiz ed ha quindi una valutazione bassina, non proviamo a risolvere il problema, anzi ti puniamo con ulteriori tagli. Ogni istituzione potrà “elemosinare” poi il 5 per mille, facendo dipendere le proprie attività dal reddito medio dei contribuenti del bacino di servizio.

–L’articolo 22, comma 5 è la sintesi dell’arroganza: “Le norme della presente legge sono inderogabili e, a decorrere dalla data di entrata in vigore, le norme contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge, sono inefficaci.” Si prova ad ignorare che il CCNL ha esso stesso valore di legge.

Viceversa deve avere priorità assoluta il rinnovo del Contratto Scuola, incredibilmente bloccato dal 2007, con gravissimi danni non solo al reddito, ma anche alla dignità del nostro lavoro e della Scuola Statale stessa.

Pertanto l’assemblea ritiene sia indispensabile mobilitarsi ed estendere al massimo lo sciopero durante gli scrutini finali, indetto da tutte lo organizzazioni sindacali, per:

  • l’assunzione di tutti i colleghi e le colleghe precarie che ne hanno maturato il diritto per titoli e servizi, stralciando questo provvedimento dal DdL “buona scuola” cui è stato ricattatoriamente incollato.

  • cambiare verso: un piano pluriennale di investimenti per una scuola statale di livello europeo.

  • aprire subito una vertenza per il Contratto Collettivo del personale della scuola, con aumenti retributivi tali da compensare quanto perduto in otto anni.

  • per la bocciatura in Senato ed il ritiro del disegno di legge “La buona scuola” in quanto inemendabile e l’avvio di una Campagna Costituente per la Scuola Statale.

(alla mozione sono allegate 56 firme)