La regione Sardegna non impugna la legge su #labuonascuola

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“Con la mancata impugnazione della legge la Regione ha rinunciato alle sue prerogative costituzionali e statutarie in materia di pubblica istruzione.
E’ un punto di non ritorno gravissimo per la Scuola sarda. Lo Statuto speciale della Sardegna umiliato da una scelta politica succube del governo Renzi. Con il silenzio della Regione si avalla la deportazione di centinaia di insegnanti sardi, frantumando famiglie e continuità didattica e pregiudicando per sempre l’organizzazione di una Scuola sarda”, lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili allo scadere dei termini per l’impugnazione, fissati per oggi, del ricorso alla Corte Costituzionale.
“Dopo gli Stati generali della scuola sarda che hanno visto la massiccia partecipazione di tutti i comitati territoriali e di categoria da tutta la Sardegna ci si aspettava – ha spiegato Pili – una presa di coscienza a tutela dello Statuto sardo e a difesa delle prerogative in capo alla Regione in materia di istruzione. Invece la Giunta regionale ha deciso di subire nel modo più becero una riforma che devasta la scuola”. Per questo motivo il Coordinamento per la Difesa della Scuola sarda ha deciso di presentare ricorsi sia sul piano amministrativo sia civile. Da lunedì via al lavoro un pool di legali: “contrasteremo in tutte le sedi – annuncia Pili – questa riforma che farà emigrare centinaia di docenti. E’ una legge che distrugge le famiglie, aggredisce al cuore l’aspirazione di una Scuola Sarda, con docenti dell’Isola, cancella i poteri della Regione in materia scolastica, dall’organizzazione alla didattica”.