Immissioni in ruolo fase C : i sindacati dissentono dalla ripartizione dell’USR Basilicata

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Le scriventi OO.SS. esprimono il più netto e radicale dissenso dall’ipotesi di ripartizione del contingente di immissioni in ruolo relativo alla fase c) formulata dall’Usr di Basilicata e
comunicataci nella giornata di ieri in sede di informativa preventiva.
Che il piano assunzionale previsto dalla L. 107/15 fosse stato costruito su meccanismi
farraginosi ed iniqui e su procedure spicce lo avevamo già ampiamente denunciato.
Che Renzi intendesse sbarazzarsi dei precari piuttosto che avviare un serio processo di
stabilizzazione, capace di coniugare le reali esigenze delle scuola con i diritti dei docenti precari, rispettandone il vissuto e la storia professionale, ci era altrettanto chiaro.
Così come era del tutto evidente che questa “corsa ad ostacoli” immaginata dal Governo,
basata su una irrazionale suddivisione in fasi distinte di un percorso che poteva essere unificato e programmato su base pluriennale, avrebbe determinato un organico potenziato slegato dai bisogni formativi delle scuole e curvato prevalentemente sulla copertura delle supplenze, e quindi declinato quantitativamente e non qualitativamente.
Quello che però non immaginavamo è che, pur dentro questo contesto così destrutturato,
l’Usr di Basilicata, invece di operare con criteri di equilibrio e proporzionalità, decidesse di
ripartire il contingente della fase c) in maniera così squilibrata e scriteriata, privilegiando alcune classi di concorso a discapito di altre, ledendo le legittime aspettative di molti precari lucani e contrapponendo gli stessi precari tra di loro.

Nella ripartizione dei posti, nonostante quanto affermato verbalmente dal Direttore dell’Usr,
non si è tenuto in alcun conto della consistenza delle graduatorie (pur previsto dal comma 95 della L. 107) né tantomeno delle domande presentate dai precari lucani, con il risultato di una netta sproporzione tra le diverse classi di concorso e le aree del sostegno.
Ci chiediamo persino se questa ipotesi sia il frutto di un’autonoma determinazione dell’Usr ose piuttosto abbiano prevalso imposizioni dall’alto o “pressioni” esterne.
Ad ogni modo, di fronte ad un atteggiamento così illogico ed a scelte così gravi e
sconclusionate, che creano sperequazioni tra categorie di insegnanti e che alimenteranno
un’inutile guerra tra i poveri (cosa di cui, in una fase come questa, non ce n’era davvero bisogno!),riteniamo inaccettabile il piano di ripartizione dei posti formulato dall’Usr e chiediamo all’Amministrazione scolastica di rivederne radicalmente i criteri di attribuzione, aprendo un tavolo di discussione e di confronto con il sindacato.
A tal fine impegniamo le nostre Segreterie nazionali ad intervenire presso il Miur affinché
tutta la problematica, sia a livello nazionale che regionale, sia ridefinita e ricondotta a criteri di maggiore equità e di rispetto dei diritti di tutto il personale precario.

Flc Cgil
Cisl Scuola
Uil Scuola
Snals Confsal
Gilda Unams