Reggio Emilia inaugura il monumento dedicato alle Maestrine d’Italia

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Ufficio stampa Parchi Letterari / Società Dante Alighieri – Sabato 31 ottobre, nella città emiliana, si terrà la cerimonia di consegna dell¹opera dello scultore Alessandro Romano.

Il gruppo scultoreo costituisce un riconoscimento alla giovani maestre che, dopo l’Unità d¹Italia, contribuirono con il loro lavoro a diffondere la lingua e la cultura italiana

Sabato 31 ottobre, alle ore 10.30, la Sala Tricolore del Municipio di Reggio Emilia ospiterà la cerimonia di consegna alla città del monumento dedicato alle Maestrine d’Italia, donato dalla Società Dante Alighieri per celebrare il 750° anno di nascita del Sommo Poeta. La scultura è stata realizzata grazie alla partecipazione economica di numerosi comitati italiani e stranieri della Dante (Milano, Conegliano, Mantova, Roma, Reggio nell’Emilia, Treviglio, Ferrara, Cagliari, Salerno, Leicester, Augsburg, Haifa, Saragozza, Canton Vallese, Bogotà, Orleans, Denver, Angelholm, Anversa, Tolosa, Verviers, Pueblo, Copenaghen, Lucerna, Liegi e Locarno), di enti e di cittadini privati.

Nel corso della cerimonia di consegna interverranno Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, Edmea Sorrivi Guidetti, Consigliere Centrale della Società Dante Alighieri, e Salvatore Italia, Consigliere Centrale e Soprintendente della Società Dante Alighieri. Al termine della cerimonia, alle 11.30, si procederà all¹inaugurazione vera e propria del monumento, collocato all¹interno del parco della città emiliana Alcide Cervi.

Realizzata dallo scultore Alessandro Romano, artista di prestigio internazionale che vanta la presenza di opere al Quirinale, al Campidoglio e nella Basilica di San Pietro, l’opera in bronzo, alta circa 150 centimetri, costituisce un importante riconoscimento, unico in Italia, alle maestrine, che con il loro lavoro hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione dell¹unità nazionale. Dopo l’unità d¹Italia, infatti, giovani maestre furono inviate in ogni angolo del Paese e, attraverso l¹insegnamento di una lingua che superava i dialetti e le realtà locali, infusero ed alimentarono nei giovani, con coraggio, passione e pazienza, la consapevolezza di una raggiunta unità nazionale.