Save the children. Sardegna seconda per dispersione

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Sardegna seconda in Italia per dispersione scolastica. E quasi trentamila giovani in fuga verso il Nord. In compenso l’isola è quella che, nel Mezzogiorno, investe di più in spesa sociale per famiglie e minori: 128 euro pro capite contro i 113 euro in Italia. Altro dato positivo: la Sardegna ha una percentuale di classi a tempo pieno nella scuola primaria superiore a quella nazionale con tre alunni su dieci che possono usufruire del servizio. Luci, ma ancora molte ombre dal sesto Atlante dell’infanzia “Bambini senza” di Save the children, una mappa sui diritti dei più piccoli nel nostro Paese.
Sulla fuga dalla scuola la situazione era già nota: davanti c’è solo la Sicilia, la Sardegna occupa la seconda piazza con il 23,5 per cento. Nell’isola quasi un giovane su quattro (23,5%) tra i 18 e i 24 anni non ha concluso un ciclo di studi superiore né un corso di formazione professionale.
Scarse performance scolastiche, secondo il rapporto: in Sardegna un alunno di quindici anni su tre non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica (33,3% su 24,7% a livello nazionale) e in lettura (27,3% su 19,5% in Italia).
“La sesta edizione dell’Atlante documenta le deprivazioni più gravi che colpiscono i bambini in Italia, portando alla luce l’impatto devastante dell’illegalità nelle loro vite- spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia- Le mafie e i fenomeni corruttivi esercitano una violenza diretta e indiretta sui minori. Possono causarne la morte ma anche bloccare il loro sano sviluppo coinvolgendoli precocemente in attività criminose e allontanandoli da scuola. Distorcono le economie e il mercato del lavoro, rendendoli accessibili solo a chi accetta le logiche dell’illegalità. Sperperano i soldi pubblici anziché impiegarli in servizi sociali, spazi pubblici e scuole”.