Ragazzi dei quartieri difficili quartieri difficili di Napoli saranno videoreporter

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Duecento ragazzi dai 14 ai 18 anni, che frequentano 8 istituti superiori di quartieri periferici o difficili di altrettante città delle quattro regioni meridionali obiettivo convergenza, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. E’ a loro che guarda “Io sono qui”, il progetto che l’Autorità l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’Associazione Visionair metteranno in campo a partire da domani e per i prossimi dodici mesi a Palermo, Catania, Taranto, Bari, Cosenza, Gioia Tauro, Capua, Napoli.

Città, Regioni in cui il problema della legalità è spesso connesso prima di tutto all’alta dispersione scolastica che nel 2013 ha registrato, a fronte di una percentuale nazionale del 17 %, tassi pari appartenenza dei giovani coinvolti a territori che spesso vengono collegati a varie forme di illegalità diffusa, un titolo che è anche un appello da parte dei giovani stessi: io sono qui, sono una persona, non uno stereotipo legato alla cronache del mio quartiere.

Per ogni città è stata scelta una scuola di un quartiere a rischio: a Napoli, ad esempio, il progetto si svolgerà nell’Istituto Tecnico Isabella d’Este Caracciolo, alla Sanità, quartiere che in questi mesi è stato purtroppo al centro delle cronache proprio per episodi criminosi commessi da giovanissimi. Il progetto porterà i ragazzi a utilizzare i new media: insieme ai tutor, i ragazzi realizzeranno dei servizi di taglio giornalistici o dei documentari o delle docufiction su temi di interesse come il racconto del fenomeno del bullismo, ma anche quello degli ultras o di illegalità e reportage su fatti e condizioni di vita nel loro quartiere. I giovani formeranno delle vere e propria redazioni che lavoreranno attraverso laboratori, della durata complessiva di 40 ore. Il progetto sarà lanciato domani a Napoli alle 10.30 alla Fondazione San Gennaro.