La regione Piemonte sta lavorando sul riordino del sistema infanzia

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Un unico percorso scolastico da 0 a 6 anni.  Questo il cambiamento sostanziale che interesserà anche i servizi per l’infanzia del Piemonte, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge sulla Buona scuola, dai decreti legislativi che il Governo dovrà approvare entro i prossimi 18 mesi e dalla nuova legge regionale di riordino del sistema Piemontese che sarà approvata a breve.

Questi i temi affrontati dall’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero, nel corso del seminario “Servizi per la prima infanzia: costruiamo un percorso”, svoltosi questa mattina presso il Centro Incontri della Regione Piemonte.

Alcuni dati – In Piemonte sono oltre 113mila i bambini iscritti alle scuole d’infanzia statali e non statali,(72.763 iscritti alle statalie 40.385 alle non statali), 104 le sezioni primavere attivate per un totale di1.345 bambini.Sono 1.206  i servizi per l’infanzia che il Piemonte offre tra asili nido comunali e privati, micro-nidi comunali e privati, baby parking, sezioni primavera e nidi in famiglia, per una capacità ricettiva paria 29.490 posti disponibili.

Quadro normativo – Il disegno di legge sulla Buona scuola prevede che i servizi per la prima infanzia siano inseriti nel sistema educativo zero – sei anni e considera il nido la prima tappa del percorso formativo con la partecipazione finanziaria da parte dello Stato che coprirà il 50 per cento delle spese, il 30 per cento a carico delle Regioni e degli Enti locali e il restante 20 per cento a carico delle famiglie.

Già da diversi mesi la Regione Piemonte sta lavorando per avviare un percorso di aggiornamento normativo dunque una nuova legge regionale unica di riordino del sistema dei servizi per la prima infanzia, che porterebbe il Piemonte al passo con la maggior parte delle regioni italiane e permetterebbe di superare numerose disomogeneità tra servizi, oggi presenti, attraverso la progettazione e realizzazione di nuovi servizi necessari per garantire alle bambine e ai bambini l’esigibilità del loro diritto all’educazione fin dalla nascita.

Risale infatti al 1973 la legge regionale che riguarda la costruzione, l’impianto e la gestione e il controllo degli asili-nido comunali. È intenzione della Giunta, formalizzare nelle prossime settimane, con apposita delibera, un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i soggetti interessati, per coniugare il quadro nazionale con le criticità e prospettive che qualifichino ancor meglio il sistema piemontese.