La giunta del Municipio II: asili nidi siano pubblici. Sel prepara un flash mob

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“Siamo contrari ad ogni forma di privatizzazione degli asili nido nella nostra città e nel nostro Municipio. Le criticità del bilancio non possono condizionare negativamente settori fondanti e imprescindibili della nostra collettività e della nostra visione di comunità come l’istruzione pubblica”. Così in una nota il presidente Giuseppe Gerace, il vicepresidente Emanuele Gisci e gli assessori del II Municipio Agnese Micozzi, Emilia La Nave, Assunta Santoriello, Vincenzo Loricchio.

“Siamo riusciti in un contesto di grande difficoltà a completare in tempi record, già lo scorso settembre , la struttura del micro nido di via Boccioni nel quartiere Parioli. E’ stata una nostra priorità assoluta assicurarci ogni giorno che i lavori procedessero spediti per consentirne al più presto l’apertura. Da mesi chiediamo quello che dovrebbe essere scontato: educatrici e insegnanti per trentacinque bambini. E continueremo a farlo quotidianamente finché non raggiungeremo l’obiettivo. Vogliamo che quello spazio meraviglioso e colorato sia animato e sia vissuto. E vogliamo che sia pubblico”, prosegue la nota.

“D’altro canto il micro nido si trova nell’istituto Comprensivo di via Boccioni che include le scuole d’infanzia, elementare e media. Questo significa garantire alle famiglie la continuità dell’azione formativa oltre alla possibilità di accompagnare nello stesso luogo i bambini nelle diverse fasce d’età. Abbiamo già delle eccellenze nel nostro territorio che l’istruzione pubblica favorisce grazie soprattutto al lavoro di insegnanti, educatrici, educatori e dirigenti scolastici. Noi siamo con loro per poter offrire il miglior servizio pubblico alle cittadine e ai cittadini del nostro Municipio”, conclude la nota.

“Giù le mani dai nidi pubblici. Asili nido, no alla svendita. Roma città educativa”: è il testo dello striscione srotolato oggi pomeriggio in Campidoglio da un gruppo di educatori, genitori e personale delle strutture educative della Capitale che hanno dato vita, insieme a diversi esponenti dei municipi, in un flash mob organizzato da Sinistra Ecologia e Libertà contro la privatizzazione dei nidi comunali romani e la cessione allo Stato delle materne. Ha partecipato all’iniziativa anche il candidato sindaco di Sinistra Italiana Stefano Fassina.

La privatizzazione degli asili nido di Roma e la cessione allo Stato delle scuole materne “è un pericolo reale stando a quanto ha dichiarato il commissario capitolino Francesco Paolo Tronca, che per noi suona come un allarme. Secondo noi è un errore perché queste strutture scolastiche pubbliche sono il fiore all’occhiello del sistema educativo di questa città e siamo contrari”. Lo ha detto nel corso del flash mob l’ex capogruppo capitolino di Sel Gianluca Peciola. Sui fondi, secondo Peciola “credo che in Campidoglio si faccia una grande confusione tra la spesa storica del sistema scolastico per i nidi e le risorse in bilancio. So che in queste ore stanno rifacendo il punto con i sindacati della scuola e già questa è una buona notizia”. I nidi, sostiene Peciola, non sono privatizzabili, lo diciamo con forza.

“Anche per il futuro, noi di Sel siamo per rilanciare il sistema pubblico”. Rispetto al fatto che la via della privatizzazione fosse già stata imboccata dalla Giunta Marino, Peciola precisa infatti che quando in Campidoglio si era cominciato a discutere quale gestione dare a 8 nuove strutture da aprire, “noi avevano detto no ai convenzionati, e si alla gestione pubblica. C’è un dibattito in corso tra Comune, educatrici, sindacati e genitori anche sulla sperimentazione di nuovi modelli, che non può essere eluso. Avevamo chiesto, con una delibera specifica, la creazione di una Consulta proprio con insegnanti, educatori, genitori e personale per rilanciare in modo partecipato la proposta educativa nella città e anche su questo vorremmo risposte dal Commissario, perché non ne abbiamo saputo più nulla”.

“Chiediamo al Governo di darci una mano – conclude Peciola -. Roma ha da sempre delle liste d’attesa nolto lunghe, viene trattata come una qualsiasi città di provincia, mentre è la capitale d’Italia. Renzi dopo aver fatto questo bel capolavoro di commissariale la città, trovi anche delle soluzioni e risorse speciali, perché ad oggi questo commissariamento sta creando problemi. Tronca è anche una brava persona, attenta alla città – aggiunge Peciola – ma Roma non può essere trattata così. Dopo l’operazione spericolata che ha fatto è chiaro che Renzi non aveva un ‘piano B’ e lo stanno pagando cittadine e cittadini”.