Regione Lombardia. Pluralismo educativo è valore aggiunto

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“Il riconoscimento economico dell’istruzione che soggetti diversi dallo Stato mettono in campo raggiungendo sia obiettivi di apprendimento e rispondendo ai bisogni e ai desideri delle famiglie non e’ ancora stato ottenuto, questo e’ un grande problema”. Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenuta alla presentazione del libro ‘Il diritto di apprendere’, scritto da suor Anna Monia Alfieri insieme a Marco Bruno, professore di Economia all’Universita’ Cattolica di Milano e Maria Chiara Parola presidente dell’associazione Ama. Il saggio introduce il criterio del costo standard per allievo come chiave di volta per sostenere la liberta’ di scelta educativa.

Presenti, tra gli altri, Claudio Gentili di Confindustria e Luigi Amicone, direttore del settimanale ‘Tempi’.

PLURALISMO EDUCATIVO – “Regione Lombardia – ha continuato Aprea – ha scelto da tempo una strada diversa, prima con il ‘Buono scuola’ poi con la ‘Dote scuola’, ora con la ‘Dote merito’ e con tutti gli altri strumenti economici che vanno a premiare e a consolidare una realta’ educativa non statale. Regione Lombardia si e’ messa dalla parte del pluralismo educativo. Per noi tutti i luoghi di istruzione e formazione sono sullo stesso livello”.

COSTO STANDARD – “Regione Lombardia – ha aggiunto l’assessore – riconosce la qualita’ del sistema educativo statale, ma tutti i luoghi di formazione ed educazione sono considerati allo stesso modo. Per questo il costo standard definito in questo libro e’ interessante, perche’ non e’ una affermazione di principio, ma ci dimostra con conti alla mano quanto verrebbe a costare, di meno, tutto il sistema se venisse introdotto il costo standard”. “Il pluralismo scolastico – ha concluso Valentina Aprea -, che tiene conto dei valori nazionali, costituzionali e della Repubblica, da’ quindi valore aggiunto proprio perche’ non gestito dallo Stato, perche’ basato su un diverso rapporto tra famiglie, studenti e docenti”.