I precari di Palermo si appellano alla Regione

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GB – I precari, i rappresentanti dei docenti di ruolo e gli operatori delle scuole siciliane si sono riuniti al Palazzo delle Aquile di Palermo per chiedere al governo regionale e nazionale di riaccendere i riflettori sul sistema scolastico.

“Siamo doppiamente stanchi – affermano i docenti –: dei crescenti sacrifici che ci vengono richiesti mentre manager e dirigenti pubblici continuano a percepire stipendi record, e di essere al tempo stesso considerati lavoratori privilegiati con impieghi da 18 ore settimanali”.

“L’orario di lavoro degli insegnanti non è fatto solo di ore in classe con gli alunni – precisa il segretario regionale Flc-Cgil Giusto Scozzari -. Il loro impegno va ben oltre quelle 36 ore per le quali vengono normalmente pagati”.

Tra i docenti precari presenti all’incontro, anche l’assessore alla Scuola del Comune di Palermo Barbara Evola, che ha definito il concorso scuola “una esperienza drammatica che si è dimostrato una truffa. Le 11mila immissioni in ruolo, che non sono nemmeno la metà dei posti di lavoro che si sono persi in 3 anni in Sicilia – incalza la Evola -, sono un numero assolutamente esiguo. Se ci sono i posti vacanti, una operazione coraggiosa deve essere quella di coprirli con le immissioni in ruolo”.

L’assessore si rivolge infine al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza: “Deve prendere delle posizioni più coraggiose – conclude l’assessore comunale – e dichiarare la sua contrarietà alle riforme che sono state portate avanti”.